giovedì 3 gennaio 2008

domenica 11 novembre 2007

Una tranquilla serata di lavoro...

Vai al lavoro di sabato sera e pensi: "Beh! Sono al lavoro; è sabato sera; la gente viene a mangiare e poi va a divertirsi, tutti belli tirati e patinati... PEGGIO DI COSì NON PUò ANDARE! O almeno non molto peggio di così..."

Sono le nove e qualche minuto...

----------------------BOOOOOOOOOOM!!-------------------------------------

Gente che corre fuori dalla pizzeria, il pizzaiolo prende il telefono, esce, rientra: "Un tizio ubriaco ha preso in contromano la via e c'è stato un frontale!"

Le mani iniziano a sudarmi... esco.
Dopo 10 minuti viene fuori che il "tizio" era un vecchietto che si era sentito male e che aveva urtato una macchina parcheggiata praticamente in mezzo alla strada. Di conseguenza aveva preso a girare su se stessa coinvolgendo altre macchine parcheggiate (tutte in divieto) e ritrovandosi girato dall'altra parte!

............ "Andiamo bene!", penso.

Le macchine parcheggiate fuori erano quasi tutte dei clienti della pizzera, quindi eccoli li alle 10, tutti fuori dalla pizzeria a fare il verbale per il risarcimento dell'assicurazione eccetera (povero vecchietto... rinnovate! Rinnovate le patenti agli anziani, BRAVI!!).

Fattostà che alle 00.00 si stava per chiudere... avevamo già messo in scatola le pizze di una tavolata di 10 persone e questi entrano :"bene dai! Ci sediamo a mangiare..." io li guardo, esterefatta, senza la forza di rispondere. Guardo la mia collega con la bocca semiaperta e gli occhi spalancati come dire: "Ti prego digli qualcosa tu, perchè io lo ammazzo...". C'era ancora la pizzeria piena di gente che aveva finito di mangiare e loro si volevano sedere a mangiare delle pizze che erano pronte da due ore (dopo essere arrivati con 45 minuti di ritardo senza avvertire).
La mia collega prende le 10 pizze e gliele consegna.
Loro fanno una scenata epica: "Noi!!!!!!! abbiamo appena subito un incidente!!!!! Siamo psicologcamente distrutti!!!! tre figli a carico!!!! Mia nonna è a casa da sola col gatto!!!!!! Ma stiamo scherzando??? Ci buttate fuori così????". Guardo il signore con aria apparentemente tranquilla (in realtà stavo contando fino a trenta): "Scusi signore. La sua macchina era in divieto?", lui: "Si...". Lo guardo, gli sorrido e faccio spallucce "Mi spiace, ma qua abbiamo degli orari da rispettare e fuori ci sono i vigili... Arrivederci!". Esce sbraitando qualcosa. AMEN.

Mentre finisco di pulire sento l'ultimo piazzaiolo rimasto che dice (fabbricando le nostre pizze): "Va beh! Io mangio per ultimo!" come a dire: "Guardate che gentile e carino che sono... mangio per ultimo così voi mangiate prima e io devo mangire da solo". E tra me e me sussurro: "Si... così te la mangi calda..... Ma vaff!!"

Finisco di pulire e mi siedo a tavola. Metto in bocca il primo boccone e mi passa la fame. La pizza è fredda e la mozzarella sembra fatta dai Cyborg. Il piazzaiolo, alla mia sinistra, racconta di quando aveva l'ernia al disco e non riusciva a tenere giù il cibo che mangiava, dal dolore: "Vaccadì!!! Cioè!!!!! Capito?????? Ho messo in bocca una forchettata di pasta e sono dovuto correre in bagno a gettare!! Solo che non ho fatto in tempo ad arrivare al Water!!! Ho gettato nella vasca a spruzzo!!! Oh!! Ma na dragata di quelle!!!!!!!!" e ride a bocca aperta senza aver finito di masticare... io lo guardo schifata e mordo la pizza (la mordo e basta)...

Alla mia destra l'altro cameriere che si taglia la pizza, tutto agitato come al solito e che, facendo gesti inutili con le mani, invade il mio spazio. Ad un certo punto mi sfiora; poi mi spinge appena; poi poi mi sposta per sbaglio il piatto e in ultima, se nn mi spostavo, mi avrebbe dato una gomitata...........
"MAX!!!!!!!!!!!", la mia collega seduta davanti a me ride.
"Sa gh'è??" mi dice lui.
"Niente Max...".
E riprende a tagliare allo stesso modo...

Prendo la pizza, vado in cucina, saluto il lavapiatti nuovo e gli chiedo come si chiama, visto che tutti lo chiamano Ugo(Nazisti di merda...). Lui mi dice che si chiama Cristiano.
Torno al tavolo e faccio al pizzaiolo: "Cris... guarda che "Ugo", si chiama come te..." lui sputa qualche frase da fascista, del tipo che non è degno di portare quel nome e che per lui rimarrà Ugo... lo mando amichevolmente a qual paese, dandogli un bacino sprezzante sulla guancia.
Esco e vado alla macchina, sotto gli occhi arrabbiati di chi abbiamo mandato fuori a calci dalla pizzeria: "Non siete corsi a casa dalla nonna...? e i tre figli a carico?? e il BMW che vi hanno sfasciato??", penso. Monto sulla mia punto rossa e non accendo nemmeno la radio.

A domani.

venerdì 9 novembre 2007

INESISTENTE.

In realtà quella che porto è solo una maschera... da piccola ero talmente brutta che i miei genitori mi fecero fare una plastica facciale, in modo che quando sarei stata più grande non avrei avuto problemi a trovarmi lavoro e a far su famiglia eccetera eccetera...
Malauguratamente il chirurgo plastico a cui i miei genitori si rivolsero aveva un odio represso verso la sua ex moglie che aveva la faccia di una gazzella vanitosa e per sfogare la sua ira decise di riprodurre il suo volto su questa povera bambina. Così ora mi ritrovo con un viso che nn è il mio... mi rimangono di mio solo gli occhi che, se li guardi bene, sono proprio quelli di una bambina che ha avuto un'infanzia difficile e traumatica: causa la sua bruttezza e stupidità (che persiste)!
Ma se li guardi moooooooolto a fondo, ti accorgi che il chirurgo plastico nn ha dimenticato i dettagli (e nn ha badato a spese)!! Durante l'operazione ingaggò, infatti, uno dei migliori oculisti sulla piazza e fece innestare sul fondo del mio occhio un microcip progettato da ingeneri della N.A.S.A. venuti dal futuro che proietta con un fascio luminoso la scritta "SONO ANTIPATICA E NOIOSA". Questo fascio luminoso entra nell'occhio della persona che mi parla e viene captato dal suo cervello, che elabora questo dato. Di conseguenza la persona viene spinta a dialogare con me per il semplice fatto che le persone.... parlano!!! Ma dopo un po' questa (maschio o femmina che sia) se ne va tutta avvilita, convinta che io sia antipatica e tremendamente noiosa e non sapendo nemmeno il perchè! Sfiga vuole che questo cip sia riuscito ad inquinare anche il mio di cervello, convincendo anche me stessa d' essere noiosa e antipatica!

Elisa.

domenica 4 novembre 2007

L'amore...?

"... fare l'amore con una donna e dormire con una donna sono due passioni non solo diverse ma quasi opposte. L'amore non si manifesta col desiderio di fare l'amore (desiderio che si applica a una quantità infinita di donne) ma col desiderio di dormire insieme (desiderio che si applica a un'unica donna)".

Milan Kundera

La vertigine.

"La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura."


Milan Kundera

sabato 3 novembre 2007

Foto (forse) perdute... e ritrovate.


























Queste le ho trovate in una scatola di scarpe giù in cantina... O.o

Jules e Jim e il favoloso mondo di Amélie (Le fabuleux destin d'Amélie Poulain).






























Sono le 21 e 13 minuti del 24 ottobre 2007.
Apro il libro di diritto amministrativo e subito lo richiudo.


Sono le dieci e 1 minuto del 24 ottobre 2007 e schiaccio il tasto "Play" del mio lettore dvd.
Finalmente riesco a guardare "Jules e Jim"!

Jim si reca a portare un libro alla sua amata (ex moglie del suo (ex) migliore amico Jules). Lui bussa, lei gli apre la porta d'ingresso, lo prende per mano e lo trascina in camera. Non dicono una parola. Stanno davanti alla finestra della camera da letto in silenzio e si guardano. La luce della luna entra nella stanza e disegna i contorni dei loro volti. I due si avvicinano sempre di più e, infine, si baciano.

è proprio in questo momento che mi rendo conto di aver già visto quella scena. Dopo poco mi accorgo che anche altri particolari del film mi erano familiari: il modo in cui parla il narratore, i dialoghi, addirittura alcune inqudrature...

"Riavvolgo" la scena che avevo appena visto e la osservo di nuovo. Sorrido.

Ne "il favoloso mondo di Amélie" vi è un punto in cui il narratore descrive ciò che piace fare ad Amelie:

... a volte il venerdì sera Amélie va al cinema...

..."mi piace molto voltarmi nel buio e osservare le facce degli altri spettatori..."
sussurra Amélie alla telecamera e si sente una musica di sottofondo mentre lei si gira a gurdare la sala. Poi una voce di donna dalla pellicola recita una frase (incompleta):

"... il primo che arriverà infondo alla passerella!"
.

Il film che Amélie stava guardando quel venerdì sera al cinema era "Jules e Jim".

Jules, Jim e Catherine, un pomeriggio, escono per una passeggiata. Catherine per l'occasione si veste da ragazzo; indossa un baschetto a quadri e un maglione molto largo. I tre, ad un certo punto, si trovano su di un ponte e decidono di fare una gara di corsa in cui vincerà "...il primo che arriverà infondo alla passerella!".
Lo spezzone riproposto per non più di tre secondi è proprio questo.
è uno dei fotogrammi più famosi della storia del cinema e l'avrò visto un centinaio di volte, ma mai nel contesto del film di Truffaut, quindi non ci avevo fatto caso.

Ma non è stato questo a farmi sussultare, quanto quello che viene dopo...

Amélie: "... e poi mi piace cogliere quei particolari che nessuno noterà mai...".

Ed ecco sullo schermo del cinema "di Amélie" la scena di cui parlavo prima; quella in cui i due amanti si baciano. Prima che i due volti si uniscano, dietro, sul vetro della finestra, si vede camminare un insetto (e nemmeno tanto piccolo).
è questo il particolare a cui si rifesce Amélie.
Vedendo la stessa identica scena ieri sera (vista e rivista almeno 20 volte nell' altro film) ho collegato i due film, anche se non immediatamente.

Erano mesi che desideravo vedere Jules e Jim, attratta dall' unico fotogramma che conoscevo; quello della gara di corsa. Ora mi rendo conto che l'avevo sempre avuto sotto gli occhi, senza accorgermene, forse perchè ne "il favoloso mondo di Amélie", la citazione al film di Truffaut sembra quasi passare in secondo piano.

Il film di Jean-Pierre Jeunet sembra essere, invece, un continuo citare (in modo esasperato) il lungometraggio di Truffaut. Il l modo in cui parla in narratore: in entrambi i film si tratta di una voce ferma, calda, familiare, ma quasi inespressiva, senza punteggiatura; il tema dei giochi infantili: in Jules e Jim la corsa sulla passerella, il trotto del cavallo, l'imitazione della locomotiva, raccogliere tutto quello che si trova a terra e dirne il nome a voce alta, il solletico, il domino e tanti altri. Nel favoloso mondo di Amélie se ne trovano una decina durante i titoli di testa, ma anche durante il film, in primis la maniacale collezione di fototessere.


In un primo momento questa "mia scoperta" mi ha delusa. Il favoloso mondo di Amélie è uno dei miei film preferiti e il fatto che potesse essere stato "copiato", che non fosse autentico insomma, mi ha demoralizzata. Poi mi ha affascinata, tanto che ho voluto scriverne io, prima di documentarmi su questa "coincidenza".

Tra poco scoprirò se avevo ragione o torto...