

Sono le 21 e 13 minuti del 24 ottobre 2007.
Apro il libro di diritto amministrativo e subito lo richiudo.
Sono le dieci e 1 minuto del 24 ottobre 2007 e schiaccio il tasto "Play" del mio lettore dvd.
Finalmente riesco a guardare "Jules e Jim"!
Jim si reca a portare un libro alla sua amata (ex moglie del suo (ex) migliore amico Jules). Lui bussa, lei gli apre la porta d'ingresso, lo prende per mano e lo trascina in camera. Non dicono una parola. Stanno davanti alla finestra della camera da letto in silenzio e si guardano. La luce della luna entra nella stanza e disegna i contorni dei loro volti. I due si avvicinano sempre di più e, infine, si baciano.
è proprio in questo momento che mi rendo conto di aver già visto quella scena. Dopo poco mi accorgo che anche altri particolari del film mi erano familiari: il modo in cui parla il narratore, i dialoghi, addirittura alcune inqudrature...
"Riavvolgo" la scena che avevo appena visto e la osservo di nuovo. Sorrido.
Ne "il favoloso mondo di Amélie" vi è un punto in cui il narratore descrive ciò che piace fare ad Amelie:
... a volte il venerdì sera Amélie va al cinema...
..."mi piace molto voltarmi nel buio e osservare le facce degli altri spettatori..."
sussurra Amélie alla telecamera e si sente una musica di sottofondo mentre lei si gira a gurdare la sala. Poi una voce di donna dalla pellicola recita una frase (incompleta):
"... il primo che arriverà infondo alla passerella!".
Il film che Amélie stava guardando quel venerdì sera al cinema era "Jules e Jim".
Jules, Jim e Catherine, un pomeriggio, escono per una passeggiata. Catherine per l'occasione si veste da ragazzo; indossa un baschetto a quadri e un maglione molto largo. I tre, ad un certo punto, si trovano su di un ponte e decidono di fare una gara di corsa in cui vincerà "...il primo che arriverà infondo alla passerella!".
Lo spezzone riproposto per non più di tre secondi è proprio questo.
è uno dei fotogrammi più famosi della storia del cinema e l'avrò visto un centinaio di volte, ma mai nel contesto del film di Truffaut, quindi non ci avevo fatto caso.
Ma non è stato questo a farmi sussultare, quanto quello che viene dopo...
Amélie: "... e poi mi piace cogliere quei particolari che nessuno noterà mai...".
Ed ecco sullo schermo del cinema "di Amélie" la scena di cui parlavo prima; quella in cui i due amanti si baciano. Prima che i due volti si uniscano, dietro, sul vetro della finestra, si vede camminare un insetto (e nemmeno tanto piccolo).
è questo il particolare a cui si rifesce Amélie.
Vedendo la stessa identica scena ieri sera (vista e rivista almeno 20 volte nell' altro film) ho collegato i due film, anche se non immediatamente.
Erano mesi che desideravo vedere Jules e Jim, attratta dall' unico fotogramma che conoscevo; quello della gara di corsa. Ora mi rendo conto che l'avevo sempre avuto sotto gli occhi, senza accorgermene, forse perchè ne "il favoloso mondo di Amélie", la citazione al film di Truffaut sembra quasi passare in secondo piano.
Il film di Jean-Pierre Jeunet sembra essere, invece, un continuo citare (in modo esasperato) il lungometraggio di Truffaut. Il l modo in cui parla in narratore: in entrambi i film si tratta di una voce ferma, calda, familiare, ma quasi inespressiva, senza punteggiatura; il tema dei giochi infantili: in Jules e Jim la corsa sulla passerella, il trotto del cavallo, l'imitazione della locomotiva, raccogliere tutto quello che si trova a terra e dirne il nome a voce alta, il solletico, il domino e tanti altri. Nel favoloso mondo di Amélie se ne trovano una decina durante i titoli di testa, ma anche durante il film, in primis la maniacale collezione di fototessere.
In un primo momento questa "mia scoperta" mi ha delusa. Il favoloso mondo di Amélie è uno dei miei film preferiti e il fatto che potesse essere stato "copiato", che non fosse autentico insomma, mi ha demoralizzata. Poi mi ha affascinata, tanto che ho voluto scriverne io, prima di documentarmi su questa "coincidenza".
Tra poco scoprirò se avevo ragione o torto...
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