Vai al lavoro di sabato sera e pensi: "Beh! Sono al lavoro; è sabato sera; la gente viene a mangiare e poi va a divertirsi, tutti belli tirati e patinati... PEGGIO DI COSì NON PUò ANDARE! O almeno non molto peggio di così..."
Sono le nove e qualche minuto...
----------------------BOOOOOOOOOOM!!-------------------------------------
Gente che corre fuori dalla pizzeria, il pizzaiolo prende il telefono, esce, rientra: "Un tizio ubriaco ha preso in contromano la via e c'è stato un frontale!"
Le mani iniziano a sudarmi... esco.
Dopo 10 minuti viene fuori che il "tizio" era un vecchietto che si era sentito male e che aveva urtato una macchina parcheggiata praticamente in mezzo alla strada. Di conseguenza aveva preso a girare su se stessa coinvolgendo altre macchine parcheggiate (tutte in divieto) e ritrovandosi girato dall'altra parte!
............ "Andiamo bene!", penso.
Le macchine parcheggiate fuori erano quasi tutte dei clienti della pizzera, quindi eccoli li alle 10, tutti fuori dalla pizzeria a fare il verbale per il risarcimento dell'assicurazione eccetera (povero vecchietto... rinnovate! Rinnovate le patenti agli anziani, BRAVI!!).
Fattostà che alle 00.00 si stava per chiudere... avevamo già messo in scatola le pizze di una tavolata di 10 persone e questi entrano :"bene dai! Ci sediamo a mangiare..." io li guardo, esterefatta, senza la forza di rispondere. Guardo la mia collega con la bocca semiaperta e gli occhi spalancati come dire: "Ti prego digli qualcosa tu, perchè io lo ammazzo...". C'era ancora la pizzeria piena di gente che aveva finito di mangiare e loro si volevano sedere a mangiare delle pizze che erano pronte da due ore (dopo essere arrivati con 45 minuti di ritardo senza avvertire).
La mia collega prende le 10 pizze e gliele consegna.
Loro fanno una scenata epica: "Noi!!!!!!! abbiamo appena subito un incidente!!!!! Siamo psicologcamente distrutti!!!! tre figli a carico!!!! Mia nonna è a casa da sola col gatto!!!!!! Ma stiamo scherzando??? Ci buttate fuori così????". Guardo il signore con aria apparentemente tranquilla (in realtà stavo contando fino a trenta): "Scusi signore. La sua macchina era in divieto?", lui: "Si...". Lo guardo, gli sorrido e faccio spallucce "Mi spiace, ma qua abbiamo degli orari da rispettare e fuori ci sono i vigili... Arrivederci!". Esce sbraitando qualcosa. AMEN.
Mentre finisco di pulire sento l'ultimo piazzaiolo rimasto che dice (fabbricando le nostre pizze): "Va beh! Io mangio per ultimo!" come a dire: "Guardate che gentile e carino che sono... mangio per ultimo così voi mangiate prima e io devo mangire da solo". E tra me e me sussurro: "Si... così te la mangi calda..... Ma vaff!!"
Finisco di pulire e mi siedo a tavola. Metto in bocca il primo boccone e mi passa la fame. La pizza è fredda e la mozzarella sembra fatta dai Cyborg. Il piazzaiolo, alla mia sinistra, racconta di quando aveva l'ernia al disco e non riusciva a tenere giù il cibo che mangiava, dal dolore: "Vaccadì!!! Cioè!!!!! Capito?????? Ho messo in bocca una forchettata di pasta e sono dovuto correre in bagno a gettare!! Solo che non ho fatto in tempo ad arrivare al Water!!! Ho gettato nella vasca a spruzzo!!! Oh!! Ma na dragata di quelle!!!!!!!!" e ride a bocca aperta senza aver finito di masticare... io lo guardo schifata e mordo la pizza (la mordo e basta)...
Alla mia destra l'altro cameriere che si taglia la pizza, tutto agitato come al solito e che, facendo gesti inutili con le mani, invade il mio spazio. Ad un certo punto mi sfiora; poi mi spinge appena; poi poi mi sposta per sbaglio il piatto e in ultima, se nn mi spostavo, mi avrebbe dato una gomitata...........
"MAX!!!!!!!!!!!", la mia collega seduta davanti a me ride.
"Sa gh'è??" mi dice lui.
"Niente Max...".
E riprende a tagliare allo stesso modo...
Prendo la pizza, vado in cucina, saluto il lavapiatti nuovo e gli chiedo come si chiama, visto che tutti lo chiamano Ugo(Nazisti di merda...). Lui mi dice che si chiama Cristiano.
Torno al tavolo e faccio al pizzaiolo: "Cris... guarda che "Ugo", si chiama come te..." lui sputa qualche frase da fascista, del tipo che non è degno di portare quel nome e che per lui rimarrà Ugo... lo mando amichevolmente a qual paese, dandogli un bacino sprezzante sulla guancia.
Esco e vado alla macchina, sotto gli occhi arrabbiati di chi abbiamo mandato fuori a calci dalla pizzeria: "Non siete corsi a casa dalla nonna...? e i tre figli a carico?? e il BMW che vi hanno sfasciato??", penso. Monto sulla mia punto rossa e non accendo nemmeno la radio.
A domani.
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1 commento:
ecchecazzo... ma dove stracazzo lavori? mi piacerebbe proprio saperlo, quantomeno per evitare il locale accuratamente. non per te sai, mi sembri l'unica in bolla (anche se uno studio più approfondito non sarebbe eventualità da trascurare)ma per quel centro di salute mentale che ti sta intorno.
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